Intervista con i Dolomia
by Odiati & Fieri
15/10/2006

1. Ciao Fra, allora innanzitutto come e quando nascono i Dolomia? Presentaci la band.

I Dolomia nascono nel marzo 2005 anche se era da un po’ che nella nostra città stavamo provando a mettere su un gruppo. Dopo varie esperienze a dir poco fallimentari siamo riusciti a trovare la giusta formazione (l’attuale) iniziando così ad ingranare. Formare una skin-band ci è sembrata la cosa giusta da fare ed è nato tutto in maniera molto spontanea. I componenti sono: Francesco 20 anni alla voce, Stefano 21 anni chitarra e cori, Debora 18 anni basso e cori e Full 18 anni alla
batteria. Io e Stefano lavoriamo (metalmeccanico e magazziniere) mentre Debby e Full studiano.

2. Perché il nome Dolomia?

Questo nome
riprende le nostre zone e la nostra città. La “Dolomia” è la particolare roccia che caratterizza la composizione delle Dolomiti. Belluno è la porta per le Dolomiti. Scegliendo questo nome, diretto ed
identitario, abbiamo voluto rappresentare la nostra realtà che prima di noi a livello sia musicale che sottoculturale non aveva mai prodotto nulla di significativo.

3. Siete una giovanissima band, avete già avuto esperienze musicali? Suonate anche in altre bands?

Beh, Stefano suona praticamente ovunque..eh!eh! Oltre che chitarrista con noi è anche bassista di Strappo ed Ultima Frontiera. D’altronde è l’unico che suona da molti anni. Io, Debby e Full non abbiamo avuto nessuna precedente esperienza musicale. Tra l’altro qui a Belluno ci sono vari
progetti che stanno bollendo in pentola; ci sono in cantiere altri 2 gruppi composti da altri ragazzi locali, skin e non, supportati da qualche elemento dei Dolomia.

4. Avete già all’attivo un demo, sei soddisfatto del risultato del vostro primo lavoro?

Abbastanza. La registrazione, considerando che si tratta di un demo, è buona. Si poteva fare di più a livello di impatto sonoro sfruttando maggiormente i cori e dando più respiro alla batteria (che purtroppo…era quella che era). In realtà avevamo registrato direttamente un master da 11 tracce
ma poi guardandoci in tasca ci siamo resi conto che l’album autoprodotto era un sogno. Spinti quindi dalla voglia di farci conoscere siamo usciti con il demo da 6; abbiamo scelto le tracce preparando una grafica semplice ed essenziale quindi nel giro di pochissimo tempo il tutto era pronto.

5. Di cosa parlano i vostri testi? A chi vi paragonate o ispirate musicalmente?

Le nostre canzoni parlano essenzialmente della nostra vita. A mio parere la forza di questa musica sta proprio nel trattare argomenti di vita quotidiana: problemi che ti circondano piuttosto che speranze o sogni che porti con te. Serate con gli amici, tematiche sociali in generale, problemi
legati al lavoro o all’indifferenza della moderna gioventù, vita di strada e scelte etico/politiche sono dunque ciò che caratterizza i nostri testi. Non ci ispiriamo a nessuno in particolare anche se è
chiaro che ascoltando un certo tipo di musica questa condizioni, anche senza volerlo, i nostri lavori.

6. So che state lavorando su nuovi pezzi, quando uscirà un vostro Cd? Siete stati contattati da qualche etichetta?

Si, infatti oltre ai 6 pezzi del demo ne abbiamo altri sette pronti più altri ai quali stiamo lavorando. Se tutto va come dovrebbe andare verso gennaio/febbraio ‘07 la Old White Man Records dovrebbe
produrre il nostro primo album. Saranno 12 pezzi inediti.

7. Ultimamente suonate moltissimo in giro per l’Italia, siete soddisfatti della risposta del pubblico? Quale è stato il vostro miglior concerto?

Fortunatamente abbiamo avuto la possibilità di suonare in molte città e questo, oltre ad essere una gran soddisfazione, ci ha dato la possibilità di farci le ossa e di farci conoscere. Abbiamo calcato
palchi importanti come quello della Skinhouse piuttosto che quello del Ritorno a Camelot ’06 e tutto ciò non può che renderci molto contenti. Non saprei dirti di preciso quale sia stato il migliore tra tutti i concerti; penso che ci siamo espressi piuttosto bene a L’Aquila, a Vicenza e al Camelot.

8. Durante le vostre esibizioni live eseguite molte covers, quali sono le vostre band preferite?

Ogni componente ha i propri gusti musicali ma credo che citando gruppi come Cock Sparrer,
Ramones, Mothorhead, Combat 84, Skrewdriver, Peggior Amico e A.D.L.122 si possa creare una certa coesione tra le varie preferenze.

9. Come vedi la scena skin italiana a livello musicale e non?

Non essendo molti anni che frequento la scena non saprei fare un paragone col passato. Sicuramente girando per concerti noto tanti giovani come me e questo è sicuramente una cosa positiva in quanto dimostra che, perlomeno in Italia, il movimento non solo è vivo ma riesce anche a coinvolgere nuove generazioni. Musicalmente è lo stesso discorso; come noi tante giovani band si sono affacciate negli ultimi anni alla scena e credo sia un buon segno.

10. Fammi una classifica delle tue 10 miglior canzoni.

Bah…ce ne sarebbero davvero tantissime! Dunque…vediamo così su due piedi cosa mi viene in mente: Get Outta my ‘Ouse – Business, We rule o.k. – Last Resort, In the city -The Jam, Astro
Zombies - Misfits, Running Riot - Cock Sparrer, Someone’s gonna die - Blitz, Sick Boy - Social Distortion, I ragazzi sono colpevoli – A.D.L. 122, Chaos - 4Skins, Heroes from our past - Dropkick Murphis

11. Un concerto nel quale vorreste assolutamente suonare. Con quali bands?

Abbiamo avuto la fortuna di dividere il palco con grandi band italiane meno che gli A.D.L. 122. Suonare con loro sarebbe stupendo.

12. Progetti per il futuro?

Continuare in questa direzione migliorando musiche e testi cercando di perfezionare il nostro stile. Molto bello sarebbe suonare all’estero; penso sia il sogno di tanti gruppi. Anche riuscire a fare un disco in vinile sarebbe un bel progetto.

13. E’ tutto, grazie per l’intervista. Ora ti lascio carta bianca per saluti e insulti.

Grazie a voi per l’intervista (complimenti per il sito). Saluto tutti i ragazzi di Belluno, tutti quelli che ci hanno invitato a suonare e quelli che lo faranno, tutte le fan’zine che ci hanno dato spazio, tutti quelli che credono in noi e che ci danno una mano. Oi!